Strudel Rags
Thorvaldsen |
|
Thorvaldsen HOME Arte Arte della fotografia valhalla Thorvaldsen
Il Canova di Copenhagen
Quando pensiamo alla perfezione scultorea nel periodo Neoclassico, non possiamo fare a meno di riferirci ad Antonio Canova, un’artista capace di far vivere la materia e dotato quasi di un tocco magico. Ebbene, la bellezza del Canova in realtà era avvicinata e alle volte uguagliata da uno scultore venuto dalla Danimarca, che raramente compare sui libri d’arte, il suo nome è Bertel Thorvaldsen, e per tutta la vita ha dovuto combattere per vedere riconosciuta la sua bravura . Infatti , ieri come oggi, si tende con eccezionale facilità a scambiare le opere dello scultore danese per quelle di Canova . Il perché è presto detto, entrambi gli artisti hanno nelle mani e nei loro scalpelli qualcosa di unico , che è difficile anche da spiegare . Thorvaldsen unisce nelle sue opere genio ed raffinatezza, le linee sono morbide, le figure vivono, sembrano quasi respirare ed è difficile staccarsi dalla loro bellezza .
L’uomo venuto dal freddo
“ Giasone con il vello d’oro “ , Thorvaldsen , 1827
Siamo nel 1797 e la fama di Antonio Canova è incredibile, immensa, ogni mecenate, ammiratore d’arte o semplice nobile, vuole una sua opera, la casa reale francese stravede per lui, come il resto d’Europa . Dopo la Rivoluzione Napoleone sarà un ammiratore incondizionato dell’artista italiano. Insomma, una piena e totale consacrazione . Ma proprio alla fine del settecento arriva a Roma uno scultore sconosciuto, che si dice abbia un gran talento e che nei paesi scandinavi sia diventato in breve tempo una celebrità . Bertel Thorvaldsen era nato nel 1770 a Copenaghen e in un batter d’ali era riuscito a spodestare la concorrenza di artisti e di scultori di fama mondiale ( le vittime eccellenti furono Gottfried Schadow e John Flaxman) . Il perché del suo successo è presto spiegato, basta vedere una delle sue opere più celebri , “ Giasone con il vello d’oro “ , del 1827 , anno in cui il suo “ mortale “ nemico Canova era già mancato . Forme sinuose, quasi ellenistiche, sguardo del personaggio fiero, rude ma anche romantico, corpo perfettamente modellato ma non invadente ( senza troppa muscolatura insomma ), attenzione minuziosa nei particolari (si veda il vello che Giasone tiene nella mano e nel braccio sinistro ) . A Roma Bertel si consacra come uomo simbolo della nuova scultura europea, ricalcando in un certo qual modo la classe del Canova . Le commissioni per lui si sprecano e la sua fama si accresce col tempo. Stranamente tra i suoi stimatori non c’è Napoleone, che entrato a Roma da vincitore ha potuto ammirare le opere dello scultore danese, ma a quanto pare non ne rimane impressionato, forse perché le scambia per copie del Canova . Come dar torto all’imperatore in fin dei conti .
Le Tre Grazie a confronto
“ Grazie “ , Antonio Canova , 1813
“ Le tre Grazie “ , Thorvaldsen , 1821
In questo suggestivo confronto, mettiamo alla prova le due straordinarie opere, anche se la composizione di Thorvaldsen è un bassorilievo e non una scultura completa come quella del Canova . Le differenze vi sono, anche se la leggiadria di entrambe le opere è evidente. Canova è sicuramente migliore nei visi delle donne, che sembrano pensare ai loro amori , Thorvaldsen dal canto suo però sembra maggiormente attratto dalla perfezione anatomica (confrontate per esempio i glutei delle donne nelle due opere ). Leggermente meno idilliache le donne di Canova, ma più umane e vicine a noi, più angeliche le donne di Throvaldsen sicuramente meno terrestri . Il favore dello spettatore ovviamente è soggettivo . Bertel cerca in poche parole Canova, ma non si rende ben conto fino a che punto può arrivare la sua arte e il suo stile . Evidente è il tentativo di Thorvaldsen di ricreare le meraviglie dello scultore italiano .
Il leone di Lucerna Un‘opera mi preme segnalarvi, perché poco conosciuta ma di grande valore artistico e di notevole impatto visivo.
“ Leone di Lucerna “ , Thorvaldsen , 1821
Il “ Leone di Lucerna “ è un vero capolavoro di luci e di contrasti . Il felino non deve essere svegliato , ma è attento a tutto ciò che succede attorno a lui , nessuno è esente dal suo sguardo indagatore . Thorvaldsen in quest’opera si supera e diventa , adesso sì , superiore al celebre Canova Ritorno a casa Nel 1838 , lo scultore danese si impegnò a Copenhagen nelle decorazioni della chiesa di Nostra Signora, con alcune statue di notevole rilievo, ma sicuramente non di livello massimo . Ma anche per lui l’epoca è quasi conclusa, come la sua grande carriera scultorea .Nel 1844 Bertel muore a Copenaghen . La sua arte fu sempre paragonata a quella di Canova, ma sotto certi aspetti , lo scultore danese ebbe il merito di provare a scalzare il grande maestro . Bertel Thorvaldsen, questo era il nome dell’uomo venuto dal freddo, che merita di essere ripetuto._ |
|
|