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Pittura cinese antica |
HOME Maestri di Pittura PITTURA E SCULTURAvalhalla La pittura cinese antica
“ Il Buddha Skakyamuni Enseignant “ , 1180 Andare a ritroso nella storia è sempre un’avventura che molto spesso riserva sorprese, soprattutto se si parla di Cina, una terra sconosciuta e rimasta nascosta per troppo tempo . Abbiamo già trattato sulla pittura cinese moderna Lo stupore. Pittori cinesi moderni I Pittori cinesi moderni II ma ancora non basta, perché dobbiamo, vogliamo capire meglio un paese che si mostra oggi in tutta la sua bellezza. Osserviamo il Buddha , la sua pace e la sua maestà , la sua concentrazione mistica e la sua grandezza , non solo mentale ma anche fisica che lo rende immenso . In tv molto spesso ci è capitato di osservare il saggio buddista ritratto in pose eccentriche e dotato di una grandezza mastodontica ( molte opere nei paesi ad influenza buddista lo testimoniano ) . Una caratteristica delle opere cinesi è la veduta, il paesaggio che molto spesso implica la meditazione, il raccoglimento interiore . Il tutto è soffuso e caratterizzato da colori assai vivaci ( specialmente per il Buddha ) e le opere non sono quasi mai incorniciate . Il perché è presto detto, infatti le opere erano realizzate su rotoli di carta o di seta finissima, appesi poi al muro, quindi srotolati sulla parete . Piccoli e preziosi arazzi . Prima della dinastia Tang ( 618-907 ) inoltre non si sapeva molto del paese cinese e delle sue creazioni artistiche per via appunto dell’isolamento imposto dalle autorità .
K’un t’san , “ Paesaggio autunnale sotto la pioggia “ , 1696
Si conosceva per sentito dire la grande abilità degli artisti dell’estremo Oriente nel creare paesaggi fatati e unici, con atmosfere rarefatte e fiabesche . Il “ Paesaggio autunnale sotto la pioggia “ è uno splendido esempio di capacità artistica e interpretazione personale ( infatti i cinesi non si preoccupavano della perfezione e della perfetta rappresentazione del paesaggio ma creavano anche una loro personale interpretazione dei luoghi ) . I colori prediletti sono tonalità tenui e molto chiare. La china per acquerelli e lavis colorati sono i mezzi utilizzati per ricreare la visione dell’artista . Notiamo la finezza della composizione, la bellezza paradisiaca dei luoghi e per noi occidentali vi è anche l’attrazione verso eremi sconosciuti e terre che solo Marco Polo ci descrisse con tanta precisione . La scrittura per l’appunto , la stessa che si unisce molto spesso all’opera degli artisti cinesi , una descrizione , una poesia , un pensiero . Le lettere sono arte come lo sono i colori ed allora esse si aggiungono per esempio in alto a sinistra per completare la sensazione di sogno . Anche se come dice un proverbio cinese : “ una sola immagine è più eloquente di mille parole “ , comprendiamo in pieno questa idea .
“ Giocatori di Polo “ , inizio XVI secolo
Paesaggi dicevamo, non solo Buddha ma anche scene di vita vissuta e rappresentazione delle immagini di un tempo ormai scomparso . Ed allora si guarda la natura con uccelli , piante ma ci si sofferma anche su i semplici giocatori di polo, per osservarli ma anche per fissarli nel tempo. Si noti la posa dei giocatori, formano una specie di cerchio, come se cercassero di creare una spirale, i cavalli sono appena accennati nelle loro caratteristiche principali. Le code per esempio dei quadrupedi sono delle bozze di colore, delle sfumature create apposta per definire la sensazione di movimento (un piccolo minuscolo schizzo di futurismo). La scena è sospesa nel tempo come se dovesse durare per sempre e di sicuro l’intento è stato raggiunto in pieno . |
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