Strudel Rags
La scuola Ukiyo-e |
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Maestri di Pittura Arte valhalla La scuola di Ukiyo-eAppena Monet vide un’opera di Hokusai disse “ avrei tanto voluto imparare a vedere la vita come lui “ .In questa breve frase, vi è tutta l’ammirazione del pittore francese verso un’artista giapponese che con le sue xilografie ha influenzato e non poco la visione del mondo nell’arte . Katsushika Hokusai discendeva da una lunga stirpe di artisti che faceva capo alla celebre scuola di Ukiyo-e ( “ Immagini del mondo fluttuante della vita che passa “ ), che si prefiggeva di ritrarre attori , cortigiane e altri abitanti dei quartieri del divertimento, prendendo in giro e non poco, le massime del buddismo .
La scuola di Ukiyo-eIl tutto comincia nel periodo chiamato Edo ( 1600-1868 ) ed il mercato artistico giapponese rifiorì in modo forte e deciso . Nel 1680 avvenne la svolta : un’artista di nome Moronobu Hishikawa applicò le tecniche pittoriche tradizionali alla xilografia l’effetto fu strabiliante.La maturità artistica della scuola di Ukiyo-e arrivò nel 1740, con la creazione di nuove e utilissime tecniche applicate alla stampa a colori . Il mondo cominciò ad impazzire per le stampe giapponesi , secoli dopo lo stesso Warhol ammise di aver molte volte cercato una perfezione ed una armonia simili alle opere della scuola di Ukiyo-e, ma senza riuscirci . Il teatro inoltre diede sempre nuova linfa alla scuola, permettendo una sperimentazione costante di materiali ed opere .
Utamaro. Il periodo classico
Utamaro, “L’ora del cinghiale “ , periodo Edo Le opere di artisti come Utamaro ( di cui potete ammirare uno dei capolavori simbolo ) sono essenzialmente poco spettacolari , prive insomma di forte impatto visivo, ma pregne di serenità , leggerezza ed armonia . Scene di vita vissuta , due donne sono intente a preparare il tè , i loro movimenti sembrano sincronizzati , la diversa posizione delle donne riempie la stampa ed i vestiti delle sue ragazze si fanno ammirare . Notate per esempio i fiori sul Kimono nero , sembrano veri , sembra di respirare il loro profumo, posseggono una loro vita e ci ammaliano con l’essenzialità . Questi stessi fiori diventeranno un patrimonio inestimabile dell’arte europea sotto la mano di artisti come Manet , Monet , Renoir e Van Gogh , che ammiravano e conoscevano alla perfezione la classe e lo stile della scuola di Ukiyo-e .
Katsushika Hokusai e la nuova era della scuola
Hokusai , “ L’onda “ , 1810 ca
L’Europa a metà ' 800 cominciava ad accorgersi delle bellezze del Giappone . Non era ancora tempo di Impressionismo , ma qualche suggerimento di svolta artistica arrivava da un artista che ben presto sarebbe diventato il simbolo stesso della scuola di Ukiyo-e . Katsushika Hokusai era nato a Tokyo nel 1760 ( ma allora la città si chiamava Edo ) e studiò ben presto pittura, ma in modo del tutto personale, senza guide . Un prodigio insomma , testimoniato anche da una delle sue opere più celebri “ L’onda “ , una stampa che molto spesso fa bella mostra di sé in formato poster in case di estimatori o di semplici ammiratori della natura . Tutto è armonioso , anche un’onda che con la sua forza devastante può travolgere tutto e tutti , la natura fa bella mostra di se e mostra la bellezza degli elementi . Gli uomini non possono fare nulla davanti alla sua volontà , bisogna semplicemente accettare il destino e venerare per quanto possibile la sua grandezza . Gli esseri umani nella loro barca si sentono indifesi e probabilmente con loro vi è l’artista , che vuole sottolineare la straordinaria forza emotiva e fisica della Terra .
Hokusai , “ Il monte Fuji “ , 1826 ca
La potenza della natura ben s’incarna in uno dei simbolo del Giappone, il monte Fuji , che con la sua stazza incute timore e rispetto. Hokusai è attratto dagli elementi e vede in loro una testimonianza di forza, ma anche di leggiadria e di pace , quest’ultimo è un elemento derivato sicuramente dal concetto unico di uomo che l’Oriente ci porta in dono .Tutto è perfettamente calibrato , niente è superfluo , si sfiora a tratti la perfezione visiva , alle volte bastano poche elementi per creare una determinata atmosfera . La stessa cosa capiterà ai sostenitori degli Haiku , uomini in grado in poche righe di cogliere l’attimo e di esaltare la vita ( Basho su tutti ) .
Hiroshige, l’uomo della svoltaCon la “ Pioggia sul ponte Ohashi “ Hiroshige cambiò la vita di un’artista come Manet, che vedeva nei colori di questa stampa la svolta tanto attesa dall’arte . Le scelte cromatiche erano esaltanti, il cielo poteva essere il mare, il nero sopra la testa degli uomini incombeva come un Dio crudele, la pioggia segava in due tutto . Penso che per il pittore francese, la vista di quest’opera sia stata un vero e proprio trauma .
Hiroshige , “ Pioggia sul ponte Ohashi “ , 1840 ca
La svolta era alle porte , ma Hiroshige aveva già capito l’importanza del paesaggio abbinato al colore ( l’artista giapponese nacque nel 1797 ) e concepì un’opera omogenea e forse meno equilibrata . Le stampe di Hiroshige infatti sono incentrate principalmente sulla vita di tutti i giorni ( in questo viene accomunato a Utamaro ) , ma forse con un pizzico in meno di poesia . Nonostante ciò però la bellezza rimane intatta , anche se i tempi cambiano e il progresso non si può certo fermare . Tolouse-Lautrec un giorno disse delle opere di Hiroshige : “ sembrano uscite da un libro di fiabe , ma invece è tutta realtà “ . Le opere dell’artista giapponese giunsero a Parigi nel XIX secolo e come ho già detto varie volte , destarono stupore ed ammirazione . La natura diventa interessante anche per gli europei , la bellezza della leggerezza e della lentezza invadono gli occhi dei parigini . Purtroppo però , con la morte dei due uomini simbolo, Hokusai ( 1849 ) e di Hiroshige ( 1853 ), la scuola di Ukiyo-e comincia il suo lento ma costante declino . Alcuni artisti erano ancora attivi nel XIX secolo , ma di fatto la scuola finì con il perdere la sua specificità durante un periodo di restaurazione buio e triste come quello Meiji . Chiudo riportando una massima della scuola di Ukiyo-e, tratta da una delle più belle creazioni letterarie di Basho :
“ Qui raggiungono il mio occhio solo cose fresche “.
Forse in questa poesia , vi è tutta l’essenza di una scuola che ha saputo per secoli incantare il mondo.
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