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valhalla                                            IL   CARO KOKO'

. Lo vidi per la prima volta in un libro di testo e mi innamorai della sua leggerezza, del suo innato senso per la luce e per il colore, ma soprattutto mi resi conto ben presto di trovarmi davanti ad un vero fenomeno del pennello .

 La sua vita è un monumento all’imprevedibilità e alle voglia di vivere, la sua pittura è sempre stata in movimento, non si è mai soffermata per lungo tempo su un solo particolare o su un determinato stile, la sua mente è sempre stata lucida nel captare le novità che il mondo dell’arte offriva .

 

Oskar, dalle origini al successo

                                                                                                           

                                            “ Pietà “, Kokoschka , 1908

 

Kokò nasce nel 1886 a Pochlarn , in riva al Danubio, da padre praghese e madre siriana , un mix questo che contribuirà non poco nella formazione culturale dell’artista . Il nostro protagonista è un vero enfant prodige ed in brevissimo tempo diviene oggetto di ammirazione, e di venerazione alle volte , da parte di artisti ancora acerbi .

 Nel 1905 entra alla Scuola di Arti Decorative di Vienna, la stessa dove andava il celebre Gustave Klimt, che come potete notare voi stessi, condizionerà  il colore e le scelte artistiche di Oskar .

Per esempio, prendiamo lo splendido manifesto del 1908, intitolato “ Pietà “. I tratti della scuola di Vienna sono ben visibili (si vedano le opere di Klimt e di Schiele ). I personaggi raffigurati nelle sue sono spettrali e marziali,  tratto questo, tipico della cartellonistica espressionista tedesca, che di sicuro era stata vista dall’artista di Pochlarn . Figure dicevamo marziali che incutono subito un profondo senso di rispetto e di timore reverenziale . Kokò era sempre stato molto impegnato nelle battaglie sociali e non sarà di certo l’unico manifesto che realizzerà nella sua lunga vita .Infatti , a causa del suo caratteraccio ( veramente intrattabile alle volte ) e alle sue scelte politiche ( si sospettava che avesse strane idee sociopolitiche ), si avvicinò ad artisti ribelli e ad intellettuali contestati come Karl Kraus , Elias Canetti e via dicendo .

 Nel 1912 incontra Vanessa Mahler, una donna che segnerà moltissimo il pittore e che era la vedova del celebre compositore di musica classica .A questa stupenda e coltissima donna , Oskar dedicherà uno dei suoi quadri migliori .

                                                                     

                                              “ La sposa del vento “ , Kokoschka , 1914

 

Io personalmente sono rimasto sempre affascinato da questa splendida pittura . “ La sposa del vento “ è un omaggio ad una signora  che non è di nessuno , che è libera di vagare e di farsi ammirare, come il vento, lei arriva,  sconvolge tutto e poi se ne va . La Mahler è tranquilla, serena, il suo corpo è abbastanza è rilassato su quello del pittore, che ha rappresentato se stesso. Tutto è armonia, nulla turba la bellezza di questa scena .Lo sfondo è immateriale, i corpi fluttuano in un limbo di pace . Kokò deve aver amato moltissimo la vedova Mahler, tanto da aver scaraventato sulla tela , la visione non solo umana , ma anche psicologica della donna , avvolta da coperte prive di sostanza ed di forma.  Quante donne hanno sconvolto la nostra vita ?

La penetrazione psicologica

 Nel 1915 è un soldato volontario e viene anche ferito durante un attacco. Nel 1917 è a Dresda , dove si dedica all’insegnamento, anche se francamente non c’è lo vedeva nessuno. Nel 1935 incontra Olga Palkovska, che diventerà da lì a breve sua moglie e musa ispiratrice. La guerra incombe è dopo essere stato ritenuto un degenerato dal governo di Hitler, si trasferisce in America , dove riesce a concludere con successo la sua formazione pittorica e culturale.

Il suo pennello diventa psicologico e con rapide pennellate , scava nella mente delle persone , le seziona quasi , fino ad arrivare alla loro essenza .   Klimt è ormai un ricordo, la sua arte è parzialmente dimenticata, Kokò la mutata in psicologia pura tramite il pennello .Nel 1953 prende la cittadinanza americana, per gratitudine, ma un po’ a malincuore .

                                                                                        

       "Lione “ , Kokoschka , 1927

 

I paesaggi

Psicologia ma non solo .

Kokò è anche un grande paesaggista , ma questo talento non era mai stato coltivato dall’artista .

Si guardi per esempio la tela intitolata “ Lione “ , dove con rapide pennellate la cittadina francese spicca dalla tela .

 Un immagine armoniosa , allegra e che riporta alla mente opere dei grandi paesaggisti del settecento.

La città di Lione è esaltata in tutta la sua normalità , infatti non vi sono particolari che spiccano nell’opera, tranne i gabbiani, che solcano il cielo con tranquillità e leggerezza .

Un quadro simile sarà dedicato a Venezia , città che Kokò amava moltissimo , per la sua vitalità e per le sue stranezze urbanistiche .

Oskar vedrà passare davanti agli occhi tutto il periodo d’oro delle avanguardie , ma si terrà sempre fedele alla sua ricerca psicologica delle persone . Morirà nel 1980 a Ginevra alla veneranda età di 94 anni, portando con se un bagaglio di esperienze e di conoscenze unico.

Kokoschka diceva di se stesso : “ Io non sono un maestro , sono un eterno principiante “ .

Evviva il caro Kokò !! .


 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 06-05-08.