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HOME Maestri di Pittura e Scultura valhallaVisita ad Ilaria del carrettoVittorio Sgarbi , con uno dei suoi testi più riusciti ( “Davanti all’immagine” , Bur edizioni ), mi ha incuriosito sulla figura di Jacopo della Quercia , un’ artista che nasce nel 300’ , ma che crea e rinnova l’arte nel 400’ . Seguiamo Vittorio quindi , che ci dice : “ Chi era dunque Ilaria ? , un nome sospetto che non mi sembrava appartenere alla letteratura” .
Ilaria del Carretto, una donna capace di rapire gli occhi degli uomini Ci si può innamorare di molte cose , dei tramonti , delle stelle , della letteratura , ma ci si può innamorare di una donna mai vista e che solo una scultura può in parte rappresentare ? La sua pazzia è stata questa , innamorarsi di una statua di una donna che non ha mai visto , ma che ha potuto sfiorare solamente nella sua rappresentazione scultorea .
La sua dimora è a Lucca , la sua tomba è delicata e fine , come se l’opera marmorea dovesse solo custodire temporaneamente le spoglie della donna, per la religione questa idea è logica, ma per la ragione è difficile da accettare . Ilaria nella realtà fu la seconda moglie di Paolo Guinigi, signore di Lucca, che nel 1405 decise di dedicare alla sua sventurata compagna una tomba degna della sua figura di donna nobile ed intelligente, e ne incaricò Jacopo della Qurcia. Lo stupore invade il critico d’arte , che esalta la figura di Ilaria , così leggiadra , ma anche tradita dalla vita , che ha deciso di non lasciare più la sua bellezza sulla Terra . Jacopo della Quercia traduce il sentimento del marito di Ilaria in marmo, ne esalta le forme ma sa anche giocare con il volto della ragazza , che appare dormiente e quasi ancora in vita .
L’artista , che per molti è il primo rappresentante del Rinascimento , riesce nell’opera di Ilaria del Carretto ( che bisogna ricordare che si trova nella Cattedrale di San Martino a Lucca ) ad alternare moderno ed arcaico , con una facilità irrisoria e quasi naturale . Le pieghe del vestito sembrano reali , il cuscino si piega sotto il peso della testa della donna e il colletto dell’abito incornicia il piccolo , ma grazioso volto della ragazza . Lo scultore senese , che nacque nel 1371 a Siena , non lascia nulla al caso ed anche i particolari sono esaltati e ritoccati a regola d’arte . Vittorio Sgarbi ci dice al riguardo : “ Jacopo ha trasferito tutta l’energia attutita nel forzato riposo , tesissimo, di Ilaria “ . Come non essere d’accordo con lui, soprattutto per quanto concerne il sonno di una donna che non ha visto tutta la bellezza del vissuto . La pietra blocca il corpo della signora “del Carretto“ sulla Terra ,ma la sua anima è già altrove, forse in un Paradiso a lei dovuto. Sgarbi ancora si sofferma appunto su questo elemento : “ è questa una visione non umana , ma celeste , dall’alto , dove l’anima di Ilaria è accolta , mentre il suo corpo rimane nella pietra “ . Elemento freddo, ma vitale , che preserva la bellezza di una donna amata non solo nella sua epoca, ma ancora oggi da intenditori quali Vittorio . Jacopo della Quercia nel 1405 realizza il suo vero capolavoro , fondendo la bellezza di una donna, con la pietra fredda ma naturale, che inesorabilmente rende eterna la figura della donna . Anche autori importantissimi si sono accorti della bellezza di Ilaria, e l’hanno celebrata a modo loro, chi con leggerezza e chi con parole di esaltazione .
Una delle descrizioni più toccanti è quella dello scrittore John Ruskin , che non lesina le parole ed anzi cerca di toccare le corde dell’infinito . Vi propongo la descrizione : “ I suoi capelli , raccolti in ricche trecce , incorniciano la fronte pura ed incantevole ; i suoi dolci occhi , dai sopraccigli arcuati , son chiusi ; l’assenza del dolce sorriso su quelle labbra graziose mostra che il soffio della vita è cessato ; e tuttavia non è né morte né il sonno , ma un puro e casto ricordo “ . Cosa dire d’altro, tranne che Jacopo della Quercia continuerà la sua vita sulla terra fino al 1438 ( morte avvenuta sempre a Siena ), ma non riuscirà mai più a toccare livelli così alti di bellezza stilistica e contenutistica . Tutto questo scritto , lo ammetto ha un solo scopo . Farvi andare a vedere , nella Cattedrale di San Martino a Lucca , la cara Ilaria , che con la sua bellezza merita un posto di tutto riguardo nella storia dell’arte nostrana , che l’ha dimenticata per tanto , troppo tempo . Solo Vittorio ed i suoi veri amanti di tutte le epoche, non riusciranno mai a dimenticarla .
Cattedrale di San Martino a Lucca
Ilaria del Carretto
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