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  Maestri di Pittura    

                                                           Espressionismo tedesco

 
 

 Dani Boom            Kees Van Dongen

 

 

D – Guarda questo quadro di Van Dongen. Ti piace?-

G – Questa donna piange. Il Pasha è stufo di lei. Le ha dato un calcio nel sedere. Vuole rimandarla al villaggio.-

D – No. Danza. Offre se stessa alla musica. -

 

 

 

 

 

 

D- Le linee del pennello di Van Dongen erano temerarie e meravigliose. Sembrava dipingere senza paure. Come uno che sta facendo qualcosa per la quale sa di essere nato. Per esempio, al contrario le linee di Picasso sono molto pensate anche nei momenti più spontanei. Io credo che Picasso dipingesse per essere grande e stava sempre a pensarci molto.

 

 

Van Dongen non stava troppo a pensare quando dipingeva, ma era grande. Le sue linee erano temerarie, forse perché cercava di mostrare la verità. Era un pittore in voga, per via dei ritratti che faceva per guadagnare. Ma non puoi mettere da parte il fatto che la luce e il colore del suo lavoro sono deliziosi.

 

G-Van Dongen ha stili molto diversi.-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

D- No. Adesso ti spiego. Un pittore, un musicista, uno scrittore hanno una evoluzione, ecco tutto, non diversi stili. L’evoluzione può andare in un verso o nell’altro. L’artista ritorna alle sue radici e poi cambia, dipende da quello che gli capita, che accade intorno a lui. Possono essere viaggi, amicizie, influenze esterne o interne. Dipende dalla sua personalità e dalle circostanze.

 D- Inoltre Van Dongen era un pittore col senso dell’umorismo.-

G- Si può vedere questo senso dell’umorismo in qualche suo quadro?-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

D- Certo. Può scoprire il senso dell’umorismo in un pittore. Naturalmente no ha bisogno di dipingere un clown o uno scherzo, può essere un colore in un punto specifico del dipinto, oppure l'aspetto di un personaggio.

 -Possiamo dire che Van Dongen era un uomo di semplici costumi, a cui piaceva godersi la vita il più possibile. Era un buon uomo onesto. Nei suoi dipinti puoi riconoscere un sacco di tipi. Per esempio gli piaceva passare il tempo nei teatri, a dipingere marinai e prostitute, ad aggiungere colore. Il teatro non era niente di speciale per lui, solo parte della vita di ogni giorno.

 

 

 

  

      Die Bruecke , un ponte fra passato e futuro        valhalla  

 La giornata uggiosa di oggi , mi riporta alla mente un movimento che ha fatto la storia della pittura europea : l’espressionismo tedesco , incarnato nella ricerca del gruppo denominato Die Bruecke ( in italiano “ ponte “), un gruppo duro e con una pittura incisiva e senza compromessi . Il titolo con cui ho aperto questo mio pezzo non è casuale , infatti i seguaci del “ ponte “ collegavano con la loro arte , due periodi storici ben diversi . L’800, con le sue scorie classiche e la sua pittura tondeggiante e rassicurante e il ‘900, pieno di dubbi e di paure .

Il gruppo tedesco nacque a Dresda nel 1905 e si prefiggeva secondo le parole di Kirchner : “ di attirare su di sé tutti gli elementi rivoluzionari e in fermento, e questo lo dice il nome stesso : ponte”..

L’espressionismo europeo è un mondo poliedrico di idee e di visioni artistiche alle volte differenti , ma i veri ed unici portatori di novità e di trasformazione furono i Die Brucke , i cui due rappresentanti simbolo sono Kirchner  e Emil Nolde ( che diventerà presto un teorico del movimento ) .

 

L’espressionismo tedesco

  

Uno dei manifesti del movimento “ Die Bruecke “

 

La Germania all’inizio del ‘900 viveva un momento particolare e veramente unico .

Forte malcontento serpeggiava per le strade e la situazione economica del paese era veramente tormentata e molte famiglie erano costrette a sacrifici enormi per arrivare a fine mese .

Questo clima favorì non poco l’avvento del movimento del “ Ponte “ , che incarnava nei propri dipinti uno smarrimento mentale e psicologico ed una certa contestazione verso l’Europa intera . Se in Francia l’esperienza artistica era costellata di successi e di capolavori ( si pensi all’impressionismo e verso fine ‘800 inizio ‘900, ai post-impressionisti ), in Germania il clima era tenebroso e misterioso, quasi gotico .

Due nazioni a confronto quindi .

Torniamo per esempio il manifesto che fa bella mostra di sé all’inizio di questo articolo .È estremamente duro , in bianco e nero , se vogliamo anche morboso , in quanto si vede una donna intenta in qualche azione non ben definita , il suo corpo è inoltre magro , scarno e precorre le terribili immagini dei cartelloni nazisti nei confronti degli ebrei . L’espressionismo tedesco infatti diede ai cartelloni pubblicitari e non solo, una nuova immagine , più cattiva ed aggressiva, senza mezze misure ne ripensamenti .

I manifesti inoltre dimostravano un certo ritorno a quel primitivismo di stampo africano ( una maschera africana per esempio ) che diventerà tanto caro a Picasso all’inizio della sua grande carriera .

 

Kirchner , l’uomo che rivoluzionò la pittura tedesca

 

   Kirchner. Cinque donne per strada 1913                                                                                           

 

Primitivismo che si riflette bene nelle opere di Kirchner , vero lume della pittura espressionistica di inizio novecento .

L’opera dal “ Cinque donne per strada “ ricorda molto i lavori di Munch e ne riflette sicuramente la rabbia , la mancanza di certezze e la voglia di cambiare le cose .

Le donne , probabilmente prostitute , sono vestite di nero e blu scuro , hanno un aspetto severo , inquietante e se vogliamo malinconico .

L’occhio dello spettatore viene colpito in modo inesorabile dalla durezza del contorno delle donne , un tratto estremamente deciso, che potrebbe far addirittura pensare ad un primo cubismo ( ma questa ipotesi è assolutamente da scartare) .

Lo sfondo non esiste , il mondo non c’è , solo quelle donne rappresentano il nostro pianeta .

Questa è una visione sconfortante e cinica della vita .

Kirchner scriverà una volta ad un suo carissimo amico : “ Lei sa che nel 1900 ebbi l’idea audace di rinnovare l’arte tedesca ?  “ , di sicuro questa frase ci fa capire come fosse convinto della sua missione e delle sue potenzialità .

Lui ,che era nato nel 1880 , aveva visto la fine di un’epoca e l’inizio di un periodo che portava con se non solo guerre e distruzione , ma anche una nuova condizione umana , fatta di rimorsi , paure e d’incertezza .

Tutte queste sensazioni si riscontrano bene nei suoi quadri , con figure taglienti e rapide pennellate nervose , dotate di rabbia e incertezza .

  

Emil Nolde , la rabbia celata

 

Emil Nolde. Autumn Sea VII. 1910

 

Prosecutore delle teorie di Kirchner fu sicuramente, Emil Nolde, artista poliedrico, dotato di una tecnica pittorica ed unica, che lo aiutava a celare, almeno in parte la sua collera artistica . Il suo vero nome era Emil Hansen, ma decise di assumere il cognome Nolde dalla sua città di nascita. Nolde riuscì in soli due anni ( infatti si aggregò al gruppo dei Die Bruecke per pochissimo tempo, dal 1906 al 1907 ) a dare un contributo al movimento espressionista .

I suoi simboli pittorici rimasero però sempre gli stessi, anche se cambiò e si interessò a varie forme d’arte .

Stimava molto Daumier , Van Gogh e Gauguin , proprio i paesaggi dell’olandese e i colori del pittore post-impressionista , contarono molto nella scelta dei suoi soggetti pittorici . Si noti per esempio “ Autumn Sea VII “ , in cui una valanga di colori impressionano l’occhio , il mare diventa il cielo , oppure è il contrario ? .

La pittura è rapida , le scelte cromatiche sono ineccepibili, perché ci permettono di affondare lo sguardo e di guardare all’infinito una meraviglia di colori e le sensazioni si rincorrono come se noi stessi fossimo presenti e vedessimo fisicamente un così bel regalo della natura .

Nolde è affascinato dal colore, dai suoi riflessi e cerca in essi una specie di consacrazione del suo spirito , irrequieto e solo ( in questo ricorda molto la rabbia dei quadri di Munch ) .

Un altro elemento che colpisce l’immaginario di Hansen-Nolde è la religione, elemento mai troppo trattato dal movimento dei Die Brucke , forse per paura o per un rispetto implicito ai dogmi della chiesa cattolica .

                                                                       

                                  Emil Nolde. Crocifissione. 1912      

 

“ Crocifissione “ è un esempio del rispetto che l’espressionismo tedesco portava alla chiesa e alle sue istituzioni , ancora in parte salde e dotate di fascino , almeno per gli espressionisti . Il perché non ve lo so spiegare, forse è stato per gli artisti del Die Bruecke l’ultimo appiglio verso la realtà , scomoda sì , ma sempre dietro l’angolo e pregna di mistero .

Il movimento morirà alle soglie della prima guerra mondiale, perché ormai aveva compiuto il suo compito di ponte, di traghettatore verso una nuova era, magari incerta, ma nuova e stimolante , degna di essere vissuta e di essere vista .

Nolde morirà nel 1956 , pronunciando queste parole : “ forse ho cambiato un pezzo di storia dell’arte “ .

La risposta è sicuramente sì .

 

 

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