Strudel Rags        Il busto-ritratto

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Il busto-ritratto dopo Donatello

                                    Mino da Fiesole ,“ Busto-ritratto di Piero de’ Medici “ ,1453

 Mino da Fiesole

Ognuno di noi vorrebbe vivere per sempre o quanto meno continuare a esistere nel ricordo delle persone per un certo periodo dopo la nostra dipartita. La morte ci spaventa e ci attanaglia e non ci permette alle volte altra strada se non quella di essere ritratti o dipinti nei nostri anni migliori, per ricordo o con la vana speranza di godere della vita eterna. Donatello sapeva scavare nella mente delle persone e rappresentava nelle sue opere la psiche umana come nessuno aveva osato fare prima, come se la psicologia fosse stata già inventata.

 Nelle rughe delle persone, negli occhi delle donne, nelle smorfie dei fanciulli vi era la vita ma anche il futuro della loro esistenza che ovviamente a loro era sconosciuta , ma non a Donatello fine scrutatore dei sentimenti umani .

 Nei suoi busti-ritratti vi era un lavoro maniacale sulle persone e sulla loro volontà di essere eterni .

 Sulla strada aperta dallo scultore e pittore rinascimentale, si incamminano altri artisti importanti e di grido, che come avanguardia vogliono evolvere il discorso per sfruttarne tutte le potenzialità .

 Questo è per esempio il caso di Mino da Fiesole, ottimo scultore ed eccelso osservatore .

 Le sue opere risentono molto del gusto rinascimentale e di un’ altezzosità tipica solo dei nobili e della loro cerchi, allora abituata e dedita solo ai piaceri della vita .

 Nel capolavoro “ Busto-ritratto di Piero de’ Medici “ Mino da Fiesole esalta i contorni e le caratteristiche anatomiche del soggetto, da notare soprattutto lo sguardo dell’uomo .

 La pupilla guarda verso l’infinito, , il busto è ben eretto, il volto è disteso e sereno, la posa di tre quarti esalta ancora di più il viso dell’uomo ( questa è una posizione molto apprezzata oggi ma poco considerata nel quattrocento ) .

 L’austerità è totale , la nobiltà traspare dagli occhi del nobile , ma non vi è lo studio psicologico di Donatello , la sua volontà di andare oltre .

 

Desiderio da Settignano

 

                                                                    

                                                                 Desiderio da Settignano , “Il Cristo bambino ” , 1460            

 

Desiderio da Settignano ritrova la sua naturalezza compositiva grazie ai volti e ai lineamenti delle donne e dei pargoli , che diventano con lui angeli del paradiso. Lo si vede bene in un’opera su tutte , dal titolo “ Il Cristo Bambino“ , dove un volto sereno ed imperturbabile viene vagamente scosso da un ricciolo nei capelli un po’ birichino .

 La lezione di Donatello investe maggiormente i lavori di Settignano, specialmente nella naturale serenità che infondono nelle persone e nello studio della loro psiche .

 Basti vedere il già citato ricciolo furbetto che svetta come una corona sul capo del bambino , come se l’artista volesse farci capire il futuro del bimbo e il suo carattere .

 Non vi è tensione negli zigomi del bambino, tutto è armonioso , bello e naturale , gli occhi del piccolo sono curiosi ma non invadenti . Vi è un realismo naturale nelle opere di Settignano, una volontà di trovare l’eterno e di preservare delle storie da tramandare ai posteri . Settignano segue senza ombra di dubbio le tracce di Donatello , diventando uno scultore d’avanguardia e di riferimento .

                                                         

                                                                            Antonio Rossellino , “ Giovanni Chellini “ , 1456

 

Antonio Rossellino invece studia a fondo la psicologia umana , non tanto e non solo nel volto degli uomini , ma anche e soprattutto nelle movenze e nelle posizioni delle figure di spicco da lui rappresentate .

 Con “ Giovanni Chellini “ , capiamo molto bene che tipo di scultura ci porta in dono .

 Innanzitutto l’uomo posto in posizione non simmetrica , in quanto la spalla destra è maggiormente in risalto ( segno di forza e resistenza alla vita ) ed il volto è scavato da rughe profonde ma che non intaccano la bellezza giovanile ormai svanita .  Il viso esprime saggezza e rispetto e nel suo volto si rivede l’antica arte scultorea di Donatelo , di cui Rossellino è un seguace accanito . Lo studio del volto è perfetto e l’anziano uomo con un barlume di volontà , ci mostra la strada verso l’arte futura e una scuola , quella dei busti-ritratti destinata ad entrare nella storia .

 

Il Maestro

                                                      

 

Donatello  , “ Busto di Nicola da Uzzano “ , 1430

 

 


 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 06-05-08.