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                                                                 Cornelius Escher. Definire l’indefinibile

 Non si può non avere simpatia per l’olandese Cornelius Escher , in quanto la sua ricerca artistica ci riguarda tutti per via della sua volontà di scandagliare l’indefinibile .

L’uomo da sempre ha cercato di scoprire un universo parallelo dove la giusta prospettiva non esiste e la realtà è lontana e rarefatta  .

La nascita di Escher è quasi una premonizione della storia , infatti nel 1898 , data in cui viene alla luce nella cittadina di Leeuwarden il genio olandese, muore Aubrey Beardsley , il santone dell’Art Noveau e Gustave Moreau , pittore di indubbia fama internazionale .

La secessione viennese di Klimt (artista austriaco, che diventerà in breve tempo celeberrimo in tutto il mondo ) imperversa, ma nella tranquilla Olanda sembra che il vento di rinnovamento che sta scuotendo l’Europa non arrivi ad intaccare le certezze artistiche dei fiamminghi .

Chi non ricorda nomi altisonanti quali Van Dyck, Van Eyck , Bosch , veri santoni dell’arte olandese e belga .

Proprio da quest’ultimo , il meno noto se vogliamo, parte la ricerca artistica e in parte intellettuale del giovane Escher , che nel 1903 a soli cinque anni è costretto a trasferirsi a Amhem,  per affari di famiglia .

Sappiamo per certo che a Cornelius i trasferimenti non piacevano, anche perché il suo fisico gracile e malaticcio sopportava molto male le lunghe e faticose trasferte, imposte dalle strade di allora .

Con l’inizio della carriera scolastica, siamo nel 1907,  la famiglia si rende subito conto che il piccolo Escher è un vero zuccone in quasi tutte le materie, si interessa di sue soli argomenti , disegno e matematica .

Sui banchi di scuola Cornelius si annoiava palesemente e allora il disegno divenne il suo unico elemento di sfogo . Senza ombra di dubbio , possiamo affermare che sui banchi di scuola, Escher cominciasse a disegnare abbozzi dei propri capolavori futuri.  I suoi esiti scolastici sono talmente disastrosi che non viene nemmeno accettato alla maturità .

Insomma, lo studio non era il suo forte .

Comincia a farsi notare artisticamente solamente a partire dal 1913 , con alcuni disegni di buon pregio ma di scarsa qualità .

Nel 1917  la famiglia Escher si trasferisce nuovamente, questa volta a Oesterbeek .

Proprio in questa tipica cittadina olandese , Cornelius trova l’ispirazione per alcuni abbozzi delle sue future opere e si interessa al contempo di letteratura ed inizia incredibilmente a scrivere alcuni poemi e svariati saggi . Poi arriveranno i capolavori. Nel 1924 Escher si sposa con una bella ragazza svizzera ( il matrimonio avvenne a Viareggio ), avrà da lei tre figli maschi : George, Arthur e Jan .

 

 

Escher. Mano con sfera riflettente

 

Mano con sfera riflettente

Questa tela , che per perizia tecnica e per stile ricorda in modo inconfondibile il tratto dei pittori fiamminghi, è del 1935 e si intitola : “ Mano con sfera riflettente “ ed è probabilmente una delle opere più famose dell’artista olandese .

Perché vi mostro quest’opera ? Soffermatevi un momento ad osservare questo autoritratto dell’artista ( non sarà l’unica tela ispirata al tema , in quanto Escher dedicherà alla sua figura altre opere ) .

La mano che tiene la sfera sembra quasi provenire da un altro mondo e la stanza che viene riflessa nella palla di vetro è perfettamente riprodotta , come avveniva molto spesso nei quadri fiamminghi del '400 e del '500 .

È un’opera immensa per tecnica e dotata di un potere ipnotico talmente forte da essere stata definita esoterica da molti .

 

La tecnica del Linoleum

Gli anni passano e la fine tecnica dell’artista si affina .

Passa per gli studi di architettura , alle arti grafiche , fino ad arrivare alla tecnica del Linoleum , che a lui sarà molto cara nel corso degli anni .

 

Escher. Un altro mondo II

 

 

Forse è proprio grazie a quest’ultimo materiale che riesce nel 1947 a creare una delle opere a lui più care : “ Un altro mondo II “, del 1947. Nel 1937 Cornelius si era trasferito a Ukkel , una cittadina vicino a Bruxelles , dove possiamo dire con certezza , meditasse questa opera .

Notate la finezza dei particolari , che sono esaltati in modo eccellente dalla prospettiva inusuale .L’occhio è confuso, vaga nello spazio, non abituato evidentemente ad una superficie in continua trasformazione.Vi sono alcuni oggetti, che a prima vista possono apparire simbolici, quasi mistici, tre uccelli e tre corni .

Che tutto ciò abbia un significato esoterico ? .

Forse, ma Escher ha sempre smentito l’ipotesi di messaggi sublimali .

Un elemento su tutti colpisce la mia attenzione: la cometa sullo sfondo, che sembra quasi annunciare un lieto evento o una rinascita ( chi non ricorda almeno un evento storico legato a una cometa o ad una stella cadente ? ). Anche per Escher la seconda guerra mondiale era stata dura e nel ‘47 l’umanità era pronta a ricominciare , non solo a sperare ma anche a vivere .

 

Il Belvedere

Il mondo accademico si accorge del suo talento molto tardi, tanto che ancora oggi , è a mio parere insultante la non presenza nei libri di storia dell’arte della figura di Cornelius Escher .

Solo nel 1953 avrà una sua esposizione ad Amsterdam e terrà negli anni successivi una serie di conferenze, che però non dovevano allietarlo più di tanto .

Nel 1958 esegue un’altra opera di grande pregio: “ Belvedere “

 

Escher. Belvedere

 

Proprio questa sua composizione andrà a fare bella mostra di sé all’esposizione dello stesso 1958, che la città dell’Aja organizzerà in onore dell’artista olandese.

Sempre troppo tardi comunque .

Escher ci vuol far vedere i suoi stati d’animo , le sue paure e le tante sensazioni da lui provate nel corso della vita ( questo lo si nota semplicemente guardando i personaggi presenti nell’opera : il carcerato, l’uomo che pensa seduto su una panca, l’osservatore dal balcone , il giullare che sale la scala ) .

Seduto ai piedi del Belvedere vi è un uomo intento a guardare un disegno e un oggetto, improponibili, perché con una prospettiva impossibile da realizzare .

Osservatelo bene e scoprirete l’errore .

Presunte leggerezze che negli anni ‘60 divennero ancora più marcate, in piena sintonia con autori fiamminghi del ‘400 , che amavano spesso introdurre nei loro quadri errori di prospettiva .

Inconsciamente Escher richiama alla mente il grande incisore Duerer , che ha comunque sempre influito nella vita del pittore .

Non è difficile immaginare  nel quadro del Belvedere anche la figura di Cornelius .

Potrebbe essere benissimo quell’uomo che guarda il panorama, sempre in cerca

di nuove sensazioni e innovazioni pittoriche .

Una vista impervia comunque , le montagne infatti non lasciano intravedere il sole .

Tutta la composizione è immersa in una strana sensazione di pace e serenità .

Cornelius Escher si spense nel 1972 a Loren , in una casa di cure per artisti , osannato e venerato dai suoi stessi concittadini e non solo .

Nel 2002 , viene inaugurato a l’Aja , l’Escher Museum .

Bruno Ernst una volta disse di lui : “ Tracciare una sua missione pittorica è impossibile , infatti non si riesce a catalogarlo poiché si è sempre proposto scopi completamente diversi da quelli dei suoi contemporanei “ .

 


 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 06-05-08.