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valhalla

                                                        Constantin Brancusi 

“ La Musa Addormentata “ , 1909-10

  L’essenzialità delle forme richiamano sempre nella mente umano un primitivismo di stampo africano che ha influenzato non solo l’arte europea ma anche quella americana .  Il guardare un soggetto armonioso infonde nell’essere umano un senso di pace , di quiete ma riporta nel suo subconscio una sensazione in parte di disagio per una condizione ormai smarrita .Non è necessario offrire allo spettatore un’opera faraonica per rimanere nella storia e per far comprendere allo spettatore come ogni particolare sia essenziale per la realizzazione dell’opera .

 Constantin Brancusi ( che era nato nel 1876 ad Hobitza , Bulgaria ) sapeva bene come imprigionare il tempo nelle sue opere e conosceva il segreto per rendere i suoi capolavori eterni .

 Nel 1904 il giovane bulgaro si trasferisce a Parigi, perché è li che si anima la cultura , che si sprigiona sapere ed innovazione .  Conosce Auguste Rodin e le sue opere , ne rimane affascinato , colpito e cerca in modo discreto ma deciso di includere nel suo stile un tocco del grande maestro francese .

 Non che prima non avesse stile ! .

 “ La Musa addormentata “ è una scultura magari banale nel soggetto , ma equilibrata , armoniosa e connessa al mondo delle leggende e delle tradizioni bulgare a cui Brancusi non riuscirà mai a staccarsi .  Una semi Dea dorme , tranquilla e beata e tutti noi ci sentiamo in dovere di non svegliarla , per non rompere l’incantesimo che la rende serena e bella .

 Nel 1907 Constantin entra nel cuore della vita artistica parigina , conosce personaggi del calibro di Modigliani , Matisse , Duchamp ma nella sua ricerca artistica rimarrà sempre inesorabilmente solo, come se cercasse di lottare prima con se stesso e poi con l’arte .

 La solitudine sarà compagna di viaggio dello scultore bulgaro .

“ Mademoiselle Pogany “ , 1913

 

L’opera artistica di Brancusi è intimista , al di fuori degli schemi dell’arte ( infatti non prenderà mai parte a nessun gruppo o movimento artistico) .

 Constantin crea una scultura da sentire , sfiorare con i sensi e percepire con le corde dell’anima , perché molto spesso i suoi capolavori sono impregnati di sensazioni, umori e paure. Come per esempio “ Mademoiselle Pogany “ , dove una giovane donna svela tutta la sua timidezza e la sua necessaria voglia di non essere notata . L’opera risente dei primi periodi parigini dell’artista bulgaro. Il basamento non è slegato dal contesto , come sempre d’altronde e slancia ulteriormente la sagoma della donna che diventa un vero e proprio monumento alla femminilità .

 Dal 1926 in poi Brancusi viaggerà molto , soprattutto negli Stati Uniti e dal 1930 l’artista viaggia in India , in Egitto e nei paesi europei .Nel frattempo la sua opera si perfeziona e seguendo la sua teoria “ non è la forma esterna che è reale ma l’essenza delle cose “ crea opere che risentono di un forte accento simbolico ed emozionale .

 Lo si nota per esempio in un suo capolavoro assoluto “ Colonna senza fine “, dove l’artista come in una moderna Babilonia , cerca di arrivare verso il cielo , dove l’arte diventa eterna e dove nessuno può vedere nello stesso tempo le sue creazioni.  Oppure è semplicemente una scala verso il paradiso ?  Nessuno può dirlo con certezza .

                                                                   

           “ Colonna senza fine “ , 1937

 

Dal 1939 Brancusi lavorerà solo a Parigi , isolandosi nel suo mondo in cui niente può sfuggirgli .

 I movimenti artistici non riescono ad affascinarlo ed anche se per un breve periodo aveva seguito le orme dei dadaisti , la sua arte è solamente di Constantin.  La sua ricerca di vita e artistica , si conclude il 16 marzo 1957 nella sua amata Parigi .

 


 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 06-05-08.