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                                                                                               Anselm Kiefer

 

      

                                                            “ Gerusalemme “ , 1986                                                                                             

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

 La storia è da sempre l’interesse principale di Anselm Kiefer , autore eclettico e artista attento al passato e alle sue ombre .  Non è mai facile parlare di ciò che è stato, ma alle volte è necessario mettere in dubbio alcune certezze e trasmettere dubbi alla popolazione perché si parli di temi importanti .

 Anselm è nato a Donaueschingen ( Germania ) nel 1945 , subito dopo la guerra, appena in tempo per vedere la difficile situazione del suo paese costretto a riemergere dalle sua macerie .

 Gli occhi di Kiefer vedono la povertà, la paura ed i sentimenti contrapposti dei tedeschi che sperano nel futuro ma che temono il presente .  

Nel 1965 intraprende studi di legge ma l’anno successivo passa alla pittura , la sua vera passione.  Incontra Joseph Beuys ed è forse anche grazie a lui che sviluppa una sensibilità particolare per alcuni materiali considerati meno nobili e “ poveri “ .

Kiefer ama la storia, quella che scotta e che si fa sentire , che pulsa ancora oggi e che molto spesso ci richiama ad alcune meditazioni necessarie e non scontate .

 Come per esempio “ Gerusalemme “ , un titolo che come si dice , è tutto un programma con un nome di città Kiefer rievoca ricordi e sensazioni di oggi ( la tragica situazione attuale nelle terre contese fra israeliani e palestinesi ) e del passato (la persecuzione e l’olocausto ) .

 La tela sembra quasi squarciata e molti elementi sono irriconoscibili , forse abbiamo davanti la città santa ma chi può dirlo e soprattutto chi la scorge bene ?  I colori e la tecnica possono richiamare all’action painting di Pollock e spiazzano lo spettatore che si immagina con estrema facilità ciò che non c’è e che di sicuro non vede.  Ma in realtà Kiefer con “ Gerusalemme “ non vuole trattare della storia del popolo israelita ma vuole richiamare alla mente il passato tedesco, ciò che fu per la nazione tedesca .

                                                     “ Margarete “ , 1981                                                                                             

                                                                                                                                                   

 

La contestazione è il sale delle vita di Kiefer che negli anni settanta con una serie di opere denominate “ occupazione “ e con alcune azioni sui luoghi simbolo del nazismo, si fa notare ed apprezzare in vari casi dall’ambiente intellettuale tedesco e non solo .

 Da allora Kiefer si ferma , la sua biografia ci dice poco o nulla , come se il furore in parte fosse svanito oppure fosse stato ridimensionato .

 Lo spettro degli errori e del passato torna sempre , anche in “ Margarete “ tela che riporta alla mente lo sterminio degli ebrei e l’infamia di quell’atto .

Vi è nelle opere di Kiefer un pathos , una tensione emozionale difficile da dimenticare perché ci si perde dentro i ricordi , dietro a ciò che è stato e che in parte è ancora oggi.  Margarete è un nome comune fra gli ebrei e può essere quello di ognuno dei deportati e soprattutto delle donne che hanno subito maggiormente questa infamia .

 

                                                            

                      “ Nigredo “ , 1984                                                                                                       

  

" Nigredo “ è un ennesimo tentativo da parte di Kiefer di analizzare la storia senza pregiudizi o insegnamenti accademici . Un campo parrebbe mostrarsi davanti a noi , una zona di contadini e di lavoratori della terra potrebbero arare questo campo , ma dove sono finiti tutti ? .

 Mi ha sempre colpito nei quadri di Kiefer l’assenza totale di uomini e di donne nei suoi soggetti , appaiono raramente , in casi del tutto eccezionali .

 La storia è fatta dagli esseri umani ma loro non compaiono mai , come se fossero stati risucchiati dal passato stesso , solo luoghi e zone irriconoscibili sono degni di essere rappresentati .

 Alla fine degli anni ottanta Kiefer comincia a farsi notare anche grazie ad una vasta tournee di mostre ed esposizioni : Chicago, Filadelphia , Los Angeles e New York e poi arriva il turno dell’Italia con Venezia nel 1997 e a Bologna nel 1999 .

Dagli anni ’90 Anselm divide il suo studio fra Buchen e Gerusalemme, luogo quest’ultimo dove la storia sta tracciando le sue trame. 
Ma questa è storia quella che Kiefer un giorno analizzerà a suo modo e senza pregiudizi.

 

 


 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 06-05-08.