Strudel Rags        onda_Avvolge
 Giardino segreto SECRET GARDEN    ON THE LAKE

 

                                            L'onda ci avvolge

Ahi, l'onda dei ricordi che ci avvolge, come al mattino il profumo del caffè e delle frittelle alle mele. Non sono passati che pochi mesi ed é già tempo di sospiri per le belle cose andate, tra me e Paula. Come potrete vedere dalla seguente conversazione on-line tra me, a Roma, e lei a Istambul. Ma é tempo che io mi dia un nome per farmi riconoscere, diciamo che mi chiamo George.

 
George: Amore prenditi ancora dieci minuti di riposo dallo schermo del PC. Poi torna da me perché voglio chederti alcune cose sul nostro primo incontro.
Paula: Cosa? Dimmelo subito. 
G: Che cosa hai provato mentre ti sculacciavo? Perché mi hai permesso di farlo?
P: Okay, vado a fare la pipì e un caffè. Torno quando sento il suono del PC che mi chiama da te.
 
Passano solo pochi minuti.
 
George: Torna qui da me pisella, sento già che mi manchi. Sei stanca, vuoi andare a dormire?
Paula: Anche tu mi manchi molto. Penso a te ogni pochi secondi. Non ho sonno. Tra un'ora c'è un film alla Tv che voglio vedere, Tough Guys con Burt Lancaster e Kirk Douglas.
G: Vorrei essere lì con te. Ma adesso mi vuoi dire che cosa hai al nostro primo incontro, quando...
P: Anche io vorrei tu fossi qui, la casa é pulita e accogliente, il caminetto é acceso. Mi sono lasciata sculacciare per darmi completamente a te. Ero già innamorata prima di incontrarti ed ero tutta piena di calore. E poi sono stata come presa di sorpresa da quello che é accaduto.
G: Che cosa provavi mentre ti sculacciavo, e poi mentre ti facevo i clisterini con la pompetta? Mi hai detto che era la prima volta che ti facevi fare un clisterino.
P: Non mi aspettavo davvero tutto questo. E poi quella cosa di farmi dirmi ogni volta 'Oh grazie sir, ancora un clisterino'. Me ne fatti venti di seguito. Quando hai cominciato a sculacciarmi sono stata dapprima sorpresa, poi ho cominciato a spaventarmi e a chiedermi con che genere di maniaco mi fossi mischiata, infine ho cominciato ad arrabbiarmi. Ho anche temuto che tu fossi una specie di fanatico religioso.
G: Un fanatico religioso che ti sculacciava per farti confessare i tuoi peccati e farti pentire? 
P: Mi paceva farmi fare i clisterini, perché era come sentirmi sulla ginocchia di daddy. E non so perché questa sensazione mi ecciti tanto.Perché é una cosa molto intima suppongo. 
G:Non sembravi arrabbiata, ma piuttosto felice ed eccitata.
P: Mi piace essere in grande intimità con te. Mi sono di nuovo arrabbiata quando mi hai chiesto di mettermi con la faccia al muro: Non sapevo come reagire, ero così imbarazzata e incerta. Era tutto così nuovo.
G: Ma mi mostravi il sedere rosso con orgoglio.
P: Non é vero. Te lo mostravo come per dire 'Guarda cosa mi hai fatto bastardo'.
G: Ti ho fatto mettere con la faccia al muro più tardi, dopo aver penetrato la tua pisellina.
P: E' vero.
G: Ma quando ti ho chiesto ti farti fare i clisterini, dopo averti sculacciata, non sembravi arrabbiata, piuttosto desiderosa.
P: Può darsi che non fossi molto arrabbiata, ma ancora sotto shock.
G: Che cosa hai provato quando eri sulle mie ginocchia e ti ho pentrato il culetto con la pompetta, per farti il primo clisterino?
P: Ho provato amore, mi sentivo amata, sentivo che ti prendevi cura di me.  
G: Non provavi vergogna?
P: No, non provavo vergogna. Vuoi che ti dica di sì? Ti farebbe piacere?
G: No, solo la verità. Ti sei sentita umiliata?
P: Forse un poco umiliata, ma non molto.
G: E' stato un comportamento davvero inspiegabile. Domanda alle tue amiche come reagirebbero se uno sconosciuto al primo incontro le volesse fare un clistere.
P: Ma é stato un atto sessuale. Non perché ne avevo bisogno.
G: E dopo che ti ho penetrato la pisella? Dopo il primo orgasmo? Che cosa hai provato?
P: La sensazione più meravigliosa che abbia mai sentito, davvero. Non riuscivo a credere io stessa come mi sentissi felice, quando eri dentro di me, mi sentivo come tra le nuvole.
G: Il tuo orgasmo aveva qualcosa di particolare, non sembrava solo fisico.
P: Si, ma tieni presente che non avevo avuto una penetrazione per amore da molto molto tempo. Avevo fatto sesso ma solo con un orgasmo fisico, che é del tutto differente da quando si fa con qualcuno di cui si é innamorate.
G: Da quanto tempo, mesi, anni?
P: Anni
G: Più o meno di cinque anni?
P: Più.
G: Più o meno di sette anni?
P: Più
G: Più o meno di 10 anni?
P: Forse di più.
 
Come avete sentito é stata una conversazione controversa. Ma d'altra parte questi sono argomenti controversi.
Adesso Pisello e Pisella cambiano argomento di conversazione.
 
G: Che cosa hai provato all'aeroporto quando mi hai visto? Che cosa pensavi durante il volo sull'aereo.
P: Pensavo. Dio mio ti prego, fa che non sia basso di statura.
G: Ma ti avevo mandato le mie foto.
P: Si, ma avevo pura che mi avessi imbrogliata.
G: Ma non avevi paura di non piacermi?
P: Forse appena un poco.
G: Ogni altra donna al tuo posto sarebbe stata ansiosa e tremante.
P: Ero nervosa, ma sentivo che ero già legata a te. Suppongo che pensassi che lo stesso fosse per te. Avevo torto?
G: No, le nostre anime erano già in amore. E poi mi avevi mandato le foto del tuo sedere, del seno e qualcosa della pisella. Di sicura sei stata una pazza. Ma perché no?
P: Sono stata una pazza a prendere l'aereo per venire incontrarti?
G: Dio benedica la tua pazzia. Solo i pazzi sono felici. Ma dimmi un' altra cosa, Quando hai preso l'ereo a Istambul per venire da me, pensavi anche di far ingelosire Mustafà?
P: No, volevo solo cercare la felicità per me stessa.
 
Pisello e Pisella cambiano ancora argomento di conversazione.
A Pisella piace giocare a fare la bambina.
 
Paula: Daddy, ti prego vieni da me! Sono spaventata.
George: Okay, vengo subito, che cosa ha spaventato la mia gattina?
P: Ho fatto un brutto sogno, ho sognato che mettevi il pisello dentro mommy.
G: Smettila. Dove hai imparato queste cose strane. Adesso ti racconto la favola di Biancaneve, per farti riaddormentare. Su, vieni qui tra le mie braccia.
P: Daddy, dimmi che il tuo pisello é mio.
G: Togliti queste stupidaggini dalla testa. Allora..'C'erano una volta..'
P: Daddy, posso tenere il tuo pisello in mano mentri mi racconti la favola?
G: Sssttt, se ti sente mommy si arrabbia, va bene prendilo ma stai quieta  'Sette nanetti minatori..'
P: Daddy, posso giocare col pisello così diventa più grande? _

                                                               AGOSTO

Avevamo una parola chiave. Quando le sculacciate avessero cominciato a farle bruciare troppo il culetto, Paula avrebbe detto basta. Paula non avrebbe avuto difficoltà a pronunciare basta, perché parla bene lo spagnolo, anche se é inglese e vive in Turchia da qualche parte vicino a Istambul. Siamo a metà settembre, sono passate quattro settimane dal primo scambio di lettere su Internet, poi ci siamo scambiati i files con le foto. Paula mi ha mandato una foto con un sederotto pieno, niente mutandine, preso troppo da vicino con la piccola telecamera. Il suo culetto in realtà é grazioso, rotondo, ma non così grande come quello della foto. Ho sempre sospettato che l'avesse fatto apposta, per timore di non piacermi abbastanza. Paula invece dice che si tratta di inesperienza, era la prima volta che faceva una foto al suo sedere. Era metà agosto di quest'anno, quando ci scambiavamo le foto su Internet, e una delle prime e-mail di Paula diceva -Ti prego giurami sulla Bibbia che non mi abbandonerai, farò la tua geisha, potrai mettermi sulle tue ginocchia e sculacciarmi, farmi i clisteri con aglio e peperoncino.- C'erano i suoi motivi per tutto questo. Ora siamo a fine dicembre, ci parliamo, io e Paula, tutti i giorni su Internet. Paula mi sgrida mi dice che al nostro prossimo incontro dovrò essere ben pettinato, quando vado ad aspettarla all'aereoporto. E mi dice anche che mi devo comprare un maglione girocollo color tortora. I tempi cambiano e noi cambiamo con i tempi. Ma ci sono anche stavolta le sue ragioni. _


 

                                        Mr. Battipanni

George e Paula inventano giochi di piacere per il loro divertimento. Qui sono entrambi on line. Come al solito Paula è a Istambul e George a Roma. Questo che segue è la loro conversazione rivista e adattata, uno dei loro giochi di fantasia per ogni teatro.
George – Pisella, vuoi giocare alla maestra costipata, che non riesce ad andare al bagno?
Paula – Okay
George – La maestra non si sa fare il clistere da sola, ha paura.
Paula – E tu sei ?
G – Mr Battipanni, il preside. Tu sei Ms Smith.
P – Oh, vedo.
G – Ms Smith ha molta vergogna, ma alla fine si risolve a bussare alla porta del preside.
P – Knock , knock
G – Avanti. Buon giorno Ms Smith. Tutto bene con la classe? Posso essere di qualche aiuto?
P – Sono tre giorni che non riesco ad andare al bagno. Non so cosa fare. Forse può suggerirmi qualcosa.
(Il cuore di Mr Battipanni fa un salto, finalmente potrà vedere il culetto di Ms Smith).
G – Si tiri su la gonna Ms Smith, e si abbassi le mutandine. Poi si chini fino a toccarsi le punte. Mi lasci vedere di cosa si può trattare.
(Ms Smith ubbidisce e Mr Battipanni le apre il sederino e guarda nel culetto).
G – Non riesco proprio a capire di cosa si possa trattare, quale sia la causa.
(Ms Smith si è fatta tutta rossa dalla vergogna, ma riesce ancora a balbettare qualcosa).
P – F-forse dovrebbe mettermi un dito nel buchetto, Mr Battipanni. Ma piano per favore, non troppo dentro.
G – Credo che ci sia una ostruzione in fondo, Ms Smith.
(Ms Smith si sente profondamente umiliata, ci sono lacrime nei suoi occhi).
G – Credo che dovrò farle un clistere Ms Smith, vado a procurarmene una nell’infermeria della scuola, mi aspetti qui intanto col culetto per aria.
(Mr Battipanni torna con un clistere pronta, la borsa piena di acqua tiepida).
G – Si metta in ginocchio sul pavimento, col culetto per aria, così mi riuscirà più facile metterle la cannula nel buchetto.
(Ms Smith ubbidisce, si sente al tempo stesso eccitata e vergognosa, con sua sorpresa Mr Battipanni si spoglia e lei non si aspetta certo questo imprevisto).
P – P-perché sta facendo questo?
G – Per metterla a suo agio, per farla rilassare, così la cannula potrà penetrarle più facilmente a fondo. Si metta più a suo agio anche lei, si sbottoni la camicetta e si slacci quel suo bel reggiseno di merletto rosa, così le potrò accarezzare il seno per farla rilassare di più, se serve.
(Ma Ms Smith non riesce a rilassarsi e sente la cannula che le penetra dolorosamente).
P – Ouch .
G – Oh mi spiace. Credo che dovrò metterle la lingua nel culetto per lubrificare il buchetto e facilitare la penetrazione della cannula per non farle male.
(Ms Smith si mette a supplicare a piangere).
P – Oh no, la prego è così imbarazzante.
G – Non si preoccupi per questo, è una cosa che faccio a tutte le maestre quando sono costipate. Adesso tiri un poco su il sedere.
(Mr Battipanni la solleva e le apre il sederino, comincia a leccarle il buchetto e poi un poco alla volta le mette la lingua dentro, Paula prova al tempo stesso piacere e umiliazione e scoppia a piangere).
P – Oh, Mr Battipanni la prego, è davvero così imbarazzante.
G – Via, non si preoccupi, le ho già detto che lo faccio sempre a tutte le maestre quando sono costipate e hanno bisogno di un clistere.
(Paula sente violato il suo pudore ma non può fare a meno di eccitarsi. Mr Battipanni le infila la cannula nel sederino e comincia ad andarle su e giù, Paula sospira di piacere anche se si sente disonorata.)
G – Mi sembra che adesso lei sia pronta a lasciare che l’acqua scorra dentro. Si rimetta giù come prima.
(Ms Smith riassume la posizione originale e Mr Battipanni comincia a carezzarle la pisella mente l’acqua le scorre dentro).
G – Vuole che le faccia una lavanda nella pisella dopo il clistere?
P – Pensa che mi faccia sentir meglio?
G – Sono certo che le farà bene. Ecco la borsa del clistere è vuota, rimanga così col culetto per aria. Vado a riempire di nuovo il clistere e mi procuro una cannula più lunga.
(Paula scoppia di nuovo a piangere per la vergogna, l’impotenza, la frustrazione).
(Mr Battipanni è di ritorno con la borsa del clistere riempita di nuovo e una cannula più lunga).
G – Su, adesso faccia la brava, stia giù col culetto per aria come un cagnolino.
(Paula piange e grida ancora più forte).
G – Avanti su, si metta come le ho detto. E’ mai stata penetrata nella pisella?
P – No, mai.
G – Non si preoccupi, non sentirà male, anzi le farà piacere.
(Mr Battipanni si spoglia di nuovo, Paula è presa dalla paura ma al tempo stesso non può fare a meno di guardare).
P – Oh, la prego mi lasci andare, ho bisogno di andare al bagno.
G – No, non ancora. Adesso si alzi e si metta seduta su questa poltroncina. Ecco brava. Ora tiriamo su la gonna del tutto e apriamo ben le cosce per fare la lavanda, poi potrà andare sulla toilet per liberare anche il pancino.
(Paula è completamente sottomessa e mortificata, le sue gambe sono ora completamente aperte).
P – Non riiesco più a trattenermi mi lasci andare sulla toilet, mi farà la lavanda lì.
(Paula riesce a camminare a stento verso il bagno, è costretta a tenere la gonna sollevata e così mostra il sedere, ad ogni passo la sua vergogna aumenta e il suo pianto si fa più dirotto).
G – Su la prendo e la porto io.
(Paula è seduta sulla toilet, Me Battipanni le apre la camicetta e le scopre il seno, poi le allarga completamente le cosce di nuovo. Le inserisce con attenzione la cannula nella pisella e lascia scorrere l’acqua. L’acqua viene fuori all’indietro, Paula non resiste più e comincia a liberarsi anche dell’acqua del clistere. Mr Battipanni in piedi le va più vicino).
G – Su faccia la brava, lo prenda in bocca e lo succhi.
(Paula è sotto shock, sottomessa).
P – Non ho mai fatto una cosa del genere, è la prima volta che vedo un pisello non avevo idea di come fosse. Non so come si fa.
(Paula se lo mette in bocca, ma appena tra le labbra).
G – Deve succhiare come se fosse una cannuccia. Muovere la bocca avanti e indietro.
(Paula è spaventata, scoppia in singhiozzi ma ubbidisce. Mr Battipanni le apre ancora di più la camicetta e la accarezza. L’acqua esce dalla pisella e dal buchetto del sederino di Paula, le lacrime le bagnano le guance, ma per la prima volta nella sua vita Paula si sente davvero eccitata).
(Ubbidiente Ms Smith lo tiene in bocca come le è stato ordinato, lo sente con la lingua, lo succhia. I suoi occhi sono sempre più gonfi di lacrime, non ostante abbia ventotto anni per lei è davvero la prima volta).Sente Mr Battipanni emettere buffi suoni, e infine gridare ‘Sto per venire..’. Qualcosa che le sembra come un succo caldo le bagna la bocca).
(Mr Battipanni è soddisfatto. Prende qualche fazzoletto di carta per toglierle via le lacrime e il succo dalla bocca).
(Mr Battipanni è una carogna non si cura che Ms. Smith abbia anche lei un orgasmo. Le tira su le mutandine e le mette a posto la gonna).
G – Credo che ora lei si senta meglio Ms. Smith. Ha solo due minuti prima che la campanella suoni. Le auguro una buona giornata._

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Ultimo aggiornamento: 19-10-08.