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                            VALHALLA         Keith Haring , il profeta dei graffiti

 

Chi nella propria vita non ha mai visto un'opera come questa?

 

Keith Haring - Omino

 


A prima vista può apparire goffa e senza senso , priva di qualsiasi ragionevolezza e di logicità , ma se la analizziamo meglio e senza pregiudizi scopriamo che essa è la fonte di un cambiamento radicale avvenuto negli anni della Pop Art .Guardate l’opera che rappresenta almeno in parte , la classe e lo stile di Keith .

Gironi infernali oppure una moderna Torre di Babele ? Nessuno lo può sapere , di sicuro Keith interpreta il malcontento americano , che trova nei graffiti e nella ribellione uno sfogo per una vita forse migliore , ma di sicuro alternativa e diversa a quella degli anni Settanta .


Infatti il regno dei graffiti non è mai stato del tutto capito ed accettato dal grande pubblico , ma c'è stato un uomo che ha saputo far cambiare la tendenza mondiale ( sulla spinta delle opere di Basquiat ) . Mi riferisco a Keith Haring , americano , nato a Kutztown ( Pennsylvania) , il 4 maggio del 1958 .

Questo grande artista che qui sotto notiamo in buona compagnia ( come suo solito ) di un poliziotto,ha saputo correre dei rischi nella sua breve vita , ma alla fine è riuscito a sdoganare il mondo del graffito a scopo di arte .

 

 

L’autostop di Keith  Nel 1976 Haring decise di girare il paese in autostop , così facendo ebbe occasione di conoscere alter scuole e altri artisti , utili anche alla sua formazione umana e soprattutto artistica. Nel 1978 vi fu la sua prima mostra , alla “ Pittsburgh Center for the arts “ e quindi , dato la fortunata esposizione , si trasferì a New York , dove la sua fama si accrebbe a dismisura . La sua arte migliora , le sue creazioni diventano anche denuncia sociale , i sui presunti omini ormai sono il simbolo di una intera generazione.

I suoi omini sono buffi e apparentemente impacciati , ma dotati di una mimica quasi da cartone animato , che gli permette con agilità di spostarsi in un ambiente che si viene a creare esclusivamente per la presenza di uno sfondo molto spesso monocolore .
Quando nacque la Pop Art , lui vi era dentro fino al collo , ma la sua figura stranamente non venne esaltata , anche se oggi le sue opere sono famose in tutto il mondo ed hanno col tempo donato alla sua immagine una cartolina da visita quasi eterna .
I suoi protagonisti sono essenziali , ma nello stesso tempo sono geniali e catturano lo spettatore con facilità e senso dell'umorismo .

 

L’incontro con Warhol  Conobbe Warhol solo nel 1983 , ma la sua fama ormai era già ben  nota al semi-dio dell'arte mondiale, capostipite della Pop Art .Con Andy ( anche se in modo marginale )  partecipa a varie Biennali ed esposizioni in giro per il mondo ( le tappe significative sono state Londra e Tokyo )  .

                                                                                      


Grazie ai suoi numerosi viaggi , Haring conobbe più stili ed artisti differenti , creando nelle sue opere un mondo alternativo e giocoso , ma mai distaccato dalla vera realtà,  che era dura e selettiva .

Guardate l’opera che vedete col titolo “ Free South Africa “ .

Con poche figure riesce a far capire un sentimento , una sensazione , lo stato di un paese ,il suo segno e secco e diretto,  degno di campeggiare su un murales e di essere ricordato come grande opera d’arte .

Haring è un genio della pittura , che sapeva molto bene di avere poco tempo a disposizione ( come i veri geni ) , infatti morì a soli 31 anni , a new York , il giorno 16 febbraio 1990 , ormai osannato come pittore geniale e rivoluzionario .

Avrebbe potuto fare molto di più , ma già quello che ha mostrato ci ha aperto gli occhi su un pianeta , quello de graffiti sempre in evoluzione .

 


 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 06-05-08.