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VALHALLA Keith Haring , il profeta dei graffiti
Chi nella propria vita non ha mai visto un'opera come questa?
Keith Haring - Omino
Gironi infernali oppure una moderna Torre di Babele ? Nessuno lo può sapere , di sicuro Keith interpreta il malcontento americano , che trova nei graffiti e nella ribellione uno sfogo per una vita forse migliore , ma di sicuro alternativa e diversa a quella degli anni Settanta .
Questo grande
artista che qui sotto notiamo in buona compagnia ( come suo solito ) di un
poliziotto,ha saputo correre dei rischi nella sua breve vita , ma alla fine è
riuscito a sdoganare il mondo del graffito a scopo di arte .
L’autostop di Keith Nel 1976 Haring decise di girare il paese in autostop , così facendo ebbe occasione di conoscere alter scuole e altri artisti , utili anche alla sua formazione umana e soprattutto artistica. Nel 1978 vi fu la sua prima mostra , alla “ Pittsburgh Center for the arts “ e quindi , dato la fortunata esposizione , si trasferì a New York , dove la sua fama si accrebbe a dismisura . La sua arte migliora , le sue creazioni diventano anche denuncia sociale , i sui presunti omini ormai sono il simbolo di una intera generazione. I suoi omini sono
buffi e apparentemente impacciati , ma dotati di una mimica quasi da cartone
animato , che gli permette con agilità di spostarsi in un ambiente che si viene
a creare esclusivamente per la presenza di uno sfondo molto spesso monocolore .
L’incontro con Warhol Conobbe Warhol solo nel 1983 , ma la sua fama ormai era già ben nota al semi-dio dell'arte mondiale, capostipite della Pop Art .Con Andy ( anche se in modo marginale ) partecipa a varie Biennali ed esposizioni in giro per il mondo ( le tappe significative sono state Londra e Tokyo ) .
Guardate l’opera che vedete col titolo “ Free South Africa “ . Con poche figure riesce a far capire un sentimento , una sensazione , lo stato di un paese ,il suo segno e secco e diretto, degno di campeggiare su un murales e di essere ricordato come grande opera d’arte . Haring è un genio della pittura , che sapeva molto bene di avere poco tempo a disposizione ( come i veri geni ) , infatti morì a soli 31 anni , a new York , il giorno 16 febbraio 1990 , ormai osannato come pittore geniale e rivoluzionario . Avrebbe potuto
fare molto di più , ma già quello che ha mostrato ci ha aperto gli occhi su un
pianeta , quello de graffiti sempre in evoluzione . |
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